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Tipo società

Startup Innovativa

Cronologia crowdfunding

Data Investiti Investitori
Antonio Barracane Founder e CEO
Fabio Catena Svilluppo Software
Giovanni Mincuzzi Svilluppo Software
Gerardo Catena Responsabile Tecnico
Domenico Virgilio Responsabile Firmware

Press

Giro d’Italia 2020, come funzionano i braccialetti per il distanziamento del pubblico

In tempi di coronavirus sono tanti i problemi a cui gli organizzatori devono far fronte per poter pianificare una corsa. Un aiuto però sembra poter arrivare dalla tecnologia. Come già anticipato da Mauro Vegni qualche settimana fa, il Giro d’Italia 2020 si doterà di braccialetti elettronici che permetteranno di mantenere il distanziamento sociale, oltre a ricostruire i contatti avvenuti tra le persone. Come riporta Sport24h, infatti, già dalle Strade Bianche RCS ha deciso di adottare il braccialetto Labby Light della startup pugliese MetaWellness, che permette appunto di proteggere spettatori, partecipanti e giornalisti presenti alla gara, evitando gli assembramenti e, in caso di positività di uno dei presenti, di rintracciare tutti i contatti che la persona infetta ha avuto, isolando così possibili focolai di coronavirus. In pratica, il braccialetto si illumina attraverso un led e vibra quando si viola la distanza minima di sicurezza di un metro, mentre in caso di positività permette di ricostruire i contatti avuti con altre persone grazie ad un sistema che memorizza i dati utili. Questo dispositivo verrà perciò utilizzato durante la Corsa Rosa, che si svolgerà dal 3 al 25 ottobre, al fine di permettere lo svolgimento della gara nella maniera più sicura possibile per tutti i soggetti coinvolti.
Pubblicato il 24 Agosto 2020 da Davide Filippi

Forcrowd si inventa una nuova possibile exit per gli investitori della sua campagna di equity crowdfunding. Una soluzione che farà scuola

Meta Wellness, startup innovativa fondata nel 2016 che opera nell’ambito dell’Internet of Things, che ha da poco lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla nuova piattaforma Forcrowd, propone per la prima volta in Italia una struttura di offerta che fornisce una concreta modalità di disinvestimento, perlomeno parziale, mantenendo i benefici fiscali connessi e i potenziali futuri upside. Lo scrive CrowdfundingBuzz, ricordando che l’equity crowdfunding rappresenta, per sua natura, un investimento a rischio cui si aggiunge il rischio relativo alla illiquidità degli investimenti: anche nell’ipotesi di raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede di campagna da parte dell’impresa, resta infatti il problema per l’investitore di ottenere un ritorno tangibile del suo investimento iniziale. Le due forme di exit strategy classiche consistono infatti nella quotazione della società o nella sua vendita, con la previsione delle clausole Tag-Along e Drag-Along negli statuti delle società. Esiste anche una terza possibilità, assai poco praticata, e cioè il riacquisto di azioni da parte della società. Ma questo è possibile solo se la società è una spa. Per le srl, rimarrebbe il potenziale riacquisto delle quote da parte di altri soci, per esempio i fondatori, ma si tratta di una soluzione che nella stragrande maggioranza dei casi è aleatoria (è raro che i soci di una startup possano garantire la disponibilità risorse finanziarie personali sufficienti per riacquistare quote tra n anni). Meta Wellness, allora, per rendere più attraente l’investimento, ha ideato una nuova e specifica categoria di quote, che si differenzia dalle altre perché priva dei diritti amministrativi di voto e di gestione, ma dotata invece di uno specifico diritto di rimborso a certe condizioni e in certi termini temporali, da fissarsi volta per volta: il diritto speciale patrimoniale di ottenere il rimborso (totale o parziale) della partecipazione attraverso operazioni straordinarie sul capitale delle società. Si tratta di un diritto condizionato a determinati parametri e attuabile in determinati archi temporali, così che l’emittente non debba garantire in maniera incondizionata il riacquisto delle quote, possibile solamente se la società sarà in linea con gli obiettivi di crescita dichiarati nella campagna. Ad esempio, si può stabilire che dopo quattro anni dall’investimento, al raggiungimento degli obiettivi dichiarati in campagna, per la sola classe speciale di quote emesse a servizio della campagna di crowdfunding, la società possa intervenire sul proprio capitale consentendo agli investitori crowd di vedersi rimborsato il 65% dell’investimento iniziale. In tal modo, combinando il beneficio fiscale del 50%, l’investitore che ha investito 100 euro ha di fatto preso un minor rischio di 50 euro che, se remunerato con 65 euro in quattro anni, non solo gli permetterà di rientrare dall’investimento iniziale, ma anche di vedere remunerato il suo capitale con un ritorno di quasi il 7% su base annua, in ipotesi consentendogli anche di conservare una partecipazione societaria. Di converso, e naturalmente, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi dichiarati al momento della campagna, il diritto alla remunerazione svanisce. La soluzione si fonda sulla possibilità, anche per le srl, di ridurre il capitale sociale. L’avvocatoCarlo Carta, partner di FDL Studio Legale e Tributario e membro del Cda di Forcrowd, ha spiegato a Crowdfunding Buzz, che “l’attuale formulazione dell’art. 2482 del c.c. consente la riduzione reale del capitale sociale con il rimborso delle quote, sia con versamento di denaro, sia mediante assegnazione di beni in natura. Infatti, la riforma del diritto societario introdotta nel 2003 ha sottratto la riduzione reale del capitale delle srl, come delle spa, al presupposto dell’esuberanza del capitale rispetto all’oggetto sociale. È stato così sgombrato il campo da ogni implicazione problematica sull’adeguatezza del capitale sociale post-riduzione, sia in riferimento all’attività programmatica, sia in riferimento all’attività concretamente svolta dalla società. In particolare, senza alcun pregiudizio alle ipotesi di recesso di cui all’art. 2473 c.c., o di perdite eccessive di cui agli artt. 2482-bis e 2482-ter c.c., fermo restando il limite esplicito del divieto di portare la cifra del capitale al di sotto della soglia legale minima indicata dall’art. 2463, comma 2, n. 4, e fermo restando anche il rispetto delle formalità legali di adozione ed esecuzione della relativa delibera di riduzione (assemblea dei soci ai sensi dell’art. 2479, comma 3, esecuzione della delibera condizionata alla pubblicazione nel registro imprese e al decorso di 90 giorni dalla pubblicazione senza opposizione da parte dei creditori), è possibile concludere che, con l’attuale formulazione dell’art. 2482 primo comma del c.c., la riduzione reale del capitale sociale è attualmente un’operazione volontaria e facoltativa, giacché ogni valutazione sull’opportunità di modificare il livello di capitalizzazione è rimessa alla piena discrezionalità dei soci nella gestione del programma imprenditoriale e può avvenire con il rimborso delle quote e con versamento in denaro”. La società deve quindi prevedere l’introduzione di una nuova categoria di quote di partecipazione al capitale (quote di categoria “X”) caratterizzata dall’attribuzione di un diritto speciale patrimoniale di ottenere il rimborso (totale o parziale) della partecipazione, diritto di rimborso che è però condizionato a un determinato parametro ed esercitabile in un determinato arco temporale. Il rimborso sarà liquidato a favore dei soci titolari delle quote di categoria “X” con delibera dell’assemblea dei soci ai sensi dell’articolo 2479-bis, comma 3, del codice civile di riduzione del capitale sociale ai sensi dell’articolo 2482, comma 1, del codice civile, con le modalità e i tempi previsti dal medesimo articolo 2482 del codice civile. In caso di aumenti di capitale, le delibere assembleari potranno, appunto volta per volta, adottare decisioni puntuali circa l’attuazione concreta del rimborso, ossia specifici termini, modalità, entità ecc., considerando che le quote di categoria “X” danno per statuto diritto a un rimborso. La delibera che prevede l’aumento di capitale sociale dovrà dunque prevedere che le sottoscrizioni siano raccolte tramite il portale on-line e che le quote di nuova emissione sottoscritte da terzi siano esclusivamente di una nuova categoria speciale prevista dallo Statuto sociale.”
Pubblicato il 29 Luglio 2020 da Bebeez.it

Start-up barese lancia nuovo progetto mondiale anti-Covid

Dopo braccialetto anti-covid start-up barese realizza primo bracciale al mondo in grado di monitorare ossigenazione del sangue e temperatura corporea e aiutare telemedicina. Metawellness lancia una rivoluzionaria campagna di raccolta fondi per sviluppare nuove tecnologie finalizzate a migliorare la vita dei cittadini.  E’ stato incredibile il successo “made in Italy” della start-up pugliese MetaWellness che in soli due mesi ed in piena emergenza sanitaria ha progettato e distribuito in tutto il mondo il “Labby Light”, il braccialetto anti-covid in grado di gestire il distanziamento sociale e ricostruire i contatti avuti tra persone per isolare sul nascere possibili nuovi focolai pandemici. Dopo aver catturato l’interesse di grandi aziende italiane ed estere nonché della stampa internazionale, l’azienda di Bari specializzata in tecnologia lancia oggi una nuova ambiziosa iniziativa. Sfruttando l’accelerazione del mondo digitale registrata anche nel nostro paese a seguito del lockdown, MetaWellness ha lanciato una campagna di raccolta fondi popolare (“crowdfunding”) da destinare allo sviluppo di nuove tecnologie per migliorare la vita quotidiana degli italiani. In particolare realizzerà il nuovo “Labby Plus”, il primo bracciale al mondo in grado di rilevare congiuntamente battito cardiaco, temperatura corporea ed ossigenazione del sangue, che troverà applicazione sia in ambito sportivo sia nel campo della telemedicina essendo certificato come dispositivo medico. “Così MetaWellness intende raccogliere in tre tranche un totale di 1,5 milioni di euro. In sostanza tutti i cittadini, attraverso questo “azionariato popolare”, possono diventare investitori e supportare i rapidi cambiamenti tecnologici per il  miglioramento della qualità della vita quotidiana, ottenendo anche un profitto – afferma Antonio Barracane, CEO di MetaWellness – Ma si tratta di un’iniziativa attenta anche al sociale: il nostro impegno è di destinare il 15% di ogni quota al consumo solidale acquistando beni di prima necessità da devolvere a scopi sociali; in tal senso già numerose sono le aziende della GDO che hanno accolto con estremo interesse l’iniziativa”. MetaWellness prevede obiettivi di breve termine estremamente positivi con il raggiungimento di un giro di affari di oltre 15 milioni di euro ed una redditività attesa del 25% e per i sottoscrittori del crowdfunding sarà possibile detrarre il 50% dell’importo investito così come previsto dal recentissimo decreto rilancio. Sono ambiziosi gli obiettivi di MetaWellness, ma d’altronde come osservava Albert Einsten “La crisi porta progressi…è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”.
Pubblicato il 22 Luglio 2020 da Marilisa Romagno

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